La prima della Viola

La amavo già da due anni, ma la prima volta che vidi una partita della Fiorentina in tv ne avevo 8. Era il 1982, trentaduesimi di finale di Coppa Uefa, partita di ritorno: Universitatea Craiova-Fiorentina. Perdemmo 3-1 e non bastò l’1-0 dell’andata, né l’essere andati in vantaggio in Romania (segnò Bertoni, mi pare, ma potrei sbagliare e non voglio controllare…), a evitarci l’eliminazione. A quella partita ho ripensato mille volte, perché la botta fu dura, persino più dello scudetto perso pochi mesi prima a vantaggio di un club pluripregiudicato, perché un conto è vivere la sconfitta aspettando i gol in sovrimpressione durante Domenica in, un altro è vedersi spalancare l’abisso in diretta (o era differita?). La nostalgia per quella sofferenza negli anni è diventato un ricordo sempre più struggente e  la prima con l’Universitatea mi è tornata di nuovo in mente oggi, che siamo a poche ore da un altro esordio, in campionato con l’Udinese dopo due anni di strazio quasi assoluto (quasi, perché rivincere all’Olimpico con la Roma dopo vent’anni e godersela dal settore ospiti è stato moooolto bello), con allenatore nuovo, squadra nuova e molte zavorre in meno (sono curioso di vedere se Cerci verrà avvistato con gatto al guinzaglio pure ai Murazzi). Magari questo esordio non resterà nel ricordo di nessuno, ma resta pur sempre una bella occasione per ricominciare a sperare in qualche emozione, a noi che in fondo basta poco per palpitare di nuovo, con Facundo che ricorda il fisico di Passarella (l’ho detto, scusa Daniel), con Borja Valerio che pare buono e guai a chi ricorda che gli ultimi spagnoli a Firenze furono i turisti Amor e Helguera, con Aquilani e Pizarro che fanno molto Roma, e il secondo è pure anzianotto, ma non dimentichiamo che l’ultimo ex giallorosso che andò a svernare in Arno, Roberto Pruzzo, con tanto di baffo crioconservato, segnò un unico gol ma che gol, nello spareggio Uefa di Perugia del 1989, alla Roma e proprio sotto la curva romanista (alla sinistra dei vostri teleschermi, avrebbe detto Pizzul), con il punto interogativo su Mati (ma chi ha sperato nell’uruguaiano Aguirre, bocciato in prova da Eriksson, giocato un torneo con Lacatus titolare e visto sostituire Baggio con Pietruzzo Maiellaro e Batistuta con Leandro, non può temere il flop di Mati…). Noi che c’eravamo ad Avellino per la finale Uefa e a Gualdo Tadino (con l’indimenticabile striscione “Gualdo ma non ti vedo”), al Nou Campo zittito da Bati e in curva Fiesole il giorno più basso della storia, Florentia Viola-Montevarchi 0-1 e ottavo posto in C2, che abbiamo visto espugnare Anfield Road e Socrates prenderne 6 dall’Anderlecht , ci siamo anche oggi per Fiorentina-Udinese, nell’era delle prime di campionato al sabato e per giunta ore 18. Tanto la verità è che alla fine, sogni o non sogni, con ambizioni o senza, gonfi di speranza o lividi di delusione, noi innamorati della Viola ci saremo sempre.

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